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	<title>urbanohumano &#187; media</title>
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	<description>Sentient City, P2P Urbanism, Commons, Open Government, Social Innovation, Politic</description>
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		<title>week Roma design+. seminario &#8211; New media design_Comunicazione vs interazione</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 08:52:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A cura di Paolo Valente in collaborazione con uqbar.media art culture Ex Gil , Largo Ascianghi n°5 , Roma Sala Moretti 11 Dicembre h.18:20 Il rapido sviluppo che i nuovi media e l’era del web 2.0 stanno portando nel mondo della comunicazione lascia intravedere possibilità del tutto nuove, come alcune interessanti forme espressive dove l’interazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A cura di <a href="http://arcorosca.blogspot.com/" target="_blank">Paolo Valente</a> in collaborazione con <a href="http://uqbar-mediaartculture.ning.com/" target="_blank">uqbar.media art culture</a></p>
<p>Ex Gil , Largo Ascianghi n°5 , Roma Sala Moretti<br />
11 Dicembre<br />
h.18:20</p>
<p>Il rapido sviluppo che i nuovi media e l’era del web 2.0 stanno portando nel mondo della comunicazione lascia intravedere possibilità del tutto nuove, come alcune interessanti forme espressive dove l’interazione tra forma e contenuti raggiunge standard molto alti e sorprendentemente “adatti” al nostro vivere contemporaneo. Un incontro tra i diversi attori in campo che, presi nei rispettivi mondi &#8211; virtuale &#8211; artistico &#8211; culturale &#8211; professionale, cercherà di restituire lo stato dell’arte di un fenomeno in piena evoluzione.<span id="more-203"></span></p>
<p>Partecipano: <strong>Carlo Infante</strong> (performing media) &#8211; <strong>Fabio Fornasari (</strong>Rinascimento Virtuale) &#8211; <strong>Mario Savini </strong>(extrart) &#8211; <strong>Marina Bellini</strong> (musei di Roma 2.0) &#8211; <strong>Rosanna Galvani</strong> (aka Roxelo Babenco, uqbar.media art culture) &#8211; <strong>Monica Scanu</strong> e <strong>Andrea Genovese</strong> (Master in Cultural Experience Design and Management )</p>
<p>L’incontro si svolgerà contemporaneamente nella sede di uqbar.media art culture in second life<br />
(<a href="http://slurl.com/secondlife/Experience%20italy%20NW/128/128/37" target="_blank">http://slurl.com/secondlife/Experience%20italy%20NW/128/128/37</a>)slurl<br />
di seguito info su Week Rd+ :</p>
<p><strong>Week Rd+</strong> è la rassegna che torna dal 10 al 18 Dicembre, nello Spazio Ex Gil_Largo Ascianghi 5, per la sua sesta edizione. La manifestazione promuove e valorizza la cultura del design aprendosi al confronto con scenari internazionali. Con 8 giorni di mostre, conferenze, vernissage, performance per promuovere l’attività e l’innovazione del design. La rassegna coinvolge le imprese, le università, le istituzioni, i professionisti e il grande pubblico a dimostrare che il design è fattore di innovazione e sviluppo.</p>
<p><strong>Week Rd+ </strong>è promossa dalla Sapienza Università di Roma – Sezione Arti, Design e Nuove Tecnologie del dipartimento ITACA e Corsi di Laurea in Disegno Industriale &#8211; con l’Amministrazione Provinciale di Roma e la Camera del Commercio di Roma; sono partner dell’iniziativa l’Assessorato alla Cultura Spettacolo e Sport e l&#8217;Assessorato all&#8217;Istruzione diritto allo studio e formazione della Regione Lazio, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma e AT Lazio spa.<br />
Con il patrocinio del Ministero dell&#8217;Università e della Ricerca, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero per lo Sviluppo Economico, ADI Nazionale_Associazione per il Disegno Industriale, Ordine degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti di Roma e Provincia, AIAP Associazione Italiana Progettisti comunicazione visiva.</p>
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		<title>N.Est. Simbiosi tra lo spazio urbano, arte e nuovi media</title>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 16:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervista a Danilo Capasso Un progetto che vuole documentare le trasformazioni urbane attraverso gli occhi degli artisti e dei creativi che vi partecipano. Esperimento di videopartecipazione, database generativo di opere artistiche e web tv, N.EST investiga la periferia orientale di Napoli, anche attraverso il coinvolgimento della popolazione locale&#8230; N.EST è un progetto sull’immaginario urbano, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista a Danilo Capasso</strong><br />
Un progetto che vuole documentare le trasformazioni urbane attraverso gli occhi degli artisti e dei creativi che vi partecipano. Esperimento di videopartecipazione, database generativo di opere artistiche e web tv, N.EST investiga la periferia orientale di Napoli, anche attraverso il coinvolgimento della popolazione locale&#8230;</p>
<p><strong>N.EST è un progetto sull’immaginario urbano, un database generativo di opere e progetti artistici indicizzati sulla mappa di un territorio reale – l’area orientale di Napoli – al quale è chiesto di ispirarsi. N.EST è un database collegato alla mappa dell’area, uno spazio simbolico sulla rete. Come nasce l’idea e a cura di chi?</strong><br />
Nuovi media, spazio urbano, architettura, arte; nel 2004 durate una navigazione notturna della rete alla ricerca di nessi tra questi ingredienti si e svelato un domino, un nome, un indirizzo, uno spazio. un database, <a href="http://www.napoliest.it" target="_blank">www.napoliest.it</a>.<br />
<span id="more-104"></span> L&#8217;idea nasce nel 2004, e prende forma in occasione dell&#8217;invito alla Mostra &#8220;Incursione Vesuviana&#8221;, una collettiva di artisti Napoletani curata da Gigiotto del Vecchio in occasione del passaggio in città di Utopia Station Revised, Biennale Arte di Venezia, Napoli Mostra d&#8217;Oltremare.<br />
È un progetto che vuole documentare le trasformazioni urbane attraverso gli occhi degli artisti e dei creativi che vi partecipano e che sono il motore principale del progetto. N.EST è curato da un collettivo di cui fanno parte Giovanni Ferrarelli, Diana Marrone, Massimiliano Rianna. E naturalmente io&#8230;(n.d.r. Danilo Capasso).<br />
Contemporaneamente N.EST è anche una pratica urbana, l&#8217;investigazione sensibile del territorio è la chiave per la costruzione di nuove idee per la rigenerazione, per proiettare nello spazio della periferia industriale le istanze e i desideri di quanti vivono questi luoghi per residenza o per lavoro. La periferia deve diventare città, e le forze creative presenti nel suo tessuto sono chiamate a partecipare con la messa in scena di una pianificazione virale, basata sull&#8217;esperienza diretta, partecipativa e complementare ai processi di cambiamento in corso.</p>
<p><strong>Location, la periferia orientale di Napoli. Un motivo particolare per questa scelta?</strong><br />
Mentre il focus mediatico premia le aree periferiche di Bagnoli e Scampia, ultranote principalmente per motivi legati all&#8217;inquinamento industriale e per i livelli elevati di degrado sociale, Napoli est, sebbene sia un&#8217;area di ben 25 km quadrati che assume in se l&#8217;intero arcobaleno dei problemi di un&#8217;area marginale, non è ugualmente famosa per le cronache. Unico momento di vero exploit mediatico è stato nel febbraio 2008, quando in piena crisi rifiuti il Commissario Straordinario del Governo De Gennaro ha previsto di depositare diverse tonnellate di eco-balle all&#8217;interno dell&#8217;ex Manifattura Tabacchi. Uno splendido esempio di architettura industriale degli anni 30 a meno di due kilometri dal centro storico stava per diventare uno sversatoio, e questo in un&#8217;area ad alta densità di imprese, soprattutto nell&#8217;ambito dei servizi e dell&#8217;alta tecnologia.<br />
Ma Napoli est è e resta un&#8217;area strategica per lo sviluppo della città, a dispetto della percezione di estraneità al centro, essa è la naturale espansione della città verso est, scomparsa dietro i rilevati ferroviari e autostradali. L&#8217;area est, un tempo area agricola e proto-industriale, tessuta da una rete di casali e mulini, è oggi un ibrido in cui i fantasmi dell&#8217;industria non hanno del tutto preso il sopravvento sulla residenzialità, e ancora resistono piccoli centri antichi con una loro precisa identità locale.</p>
<p><strong>N.EST è una collettiva d’arte ma anche un modello di interazione con i cittadini con laboratori di proposte e sperimentazioni. Il sito è l’interfaccia col mondo col quale vi relazionate. Come funziona?</strong><br />
N.EST è prima di tutto un lavoro di investigazione fatto con gli artisti, quali cittadini sensibili e dotati di uno sguardo capace di svelare aspetti inediti dei luoghi, di ri-identficarli e di esperirli e trasmetterli. Naturalmente questo esperimento deve anche arrivare ai comuni cittadini. Attraverso il sito internet è possibile interagire con le diverse attività a disposizione. L&#8217;interfaccia principale è rappresentata dal database www.napoliest.it, basato su una mappa navigabile divisa in moduli; ogni modulo è una porzione di territorio e contiene le opere e i documenti riguardanti quello spazio. Si può navigare il contenuto e guardare i video direttamente dalla mappa, oppure utilizzare i menù con le categorie, le tag o i nomi dei contributors. N.ESTube è invece un esperimento di videopartecipazione, una video internet community, locale. Un&#8217;idea 2.0 per comprendere i processi di partecipazione, anche attraverso i nuovi media. Il N.ESTube, creato in occasione del Festival della Creatività di Firenze 07, è una versione &#8220;local&#8221; &#8211; &#8220;site specific&#8221; di youtube, dove il contenuto è generato dagli utenti che postano i loro video, dedicati a Napoli est. Per finire ci sono anche il blog e la N.ESTV, quest&#8217;ultima creata per la mostra N.EST 2.0 al MADRE di Napoli è una webtv che trasmette full time i video contenuti del database di N.EST.</p>
<p><strong>Dal 13 gennaio al 25 febbraio 2008 il MADRE ha ospitato, nella Project Room, N.EST 2.0 The making of the city/Disegna la tua città, il secondo progetto curato da Gigiotto Del Vecchio e Stefania Palumbo. Come è nata l’idea del progetto e con quale scopo?</strong><br />
È stata sicuramente un&#8217;esperienza incredibile e irripetibile.Quasi 50 artisti hanno aderito al progetto e partecipato ai numerosi laboratori e visite guidate nella periferia est, assieme anche ai comuni cittadini.<br />
L&#8217;idea nasce dalla volontà di esplicitare le potenzialità del progetto N.EST creando uno studio laboratorio dove discutere, studiare, consultare, produrre, contenuti e idee su Napoli est. invitando le persone in uno spazio vivo da utilizzare giorno per giorno. Un&#8217;idea che non si riflette nel concetto di white cube quanto invece in una &#8220;pratica&#8221; che usa l&#8217;arte come mezzo per ridefinire il concetto di esperienza.<br />
WORK, TALK, WALK sono le tre attività della &#8220;pratica&#8221; di N.EST 2.0. Tre assi come spazio, evento e movimento. Lo spazio del laboratorio con la ripida con-sequenza di incontri con le realtà più diverse, l&#8217;evento degli incontri domenicali di approfondimento con i conseguenti spazi di convivialità, muoversi, a bordo di un bus turistico, e visitare le aree marginali della periferia ad est.</p>
<p><strong>Dopo il MADRE?</strong><br />
Mentre gli architetti di N.EST stanno lavorando sul progetto Art Station, un&#8217;installazione urbana nell&#8217;area del Parcheggio Brin a Gianturco, parallelamente sono in cantiere alcuni interessanti progetti, tra i quali un laboratorio con le scuole di Napoliest e un laboratorio/attivatore urbano in una nuova stazione della metropolitana, sempre a Gianturco.</p>
<p><strong>Avete definito N.EST un ibrido a metà tra arte, ricerca, ed esperienza quotidiana; un luogo di discussione e si sviluppa come soggetto culturale attivo: registra il presente di un territorio e le sue percezioni. Come mettete in pratica l’ambizione di conciliare i tre aspetti?</strong><br />
Come rabdomanti ci dirigiamo di volta in volta dove l&#8217;energia è migliore&#8230; l&#8217;arte è sublimare le esperienze in qualcosa di trasmissibile ed emozionante, l&#8217;arte può essere la zona franca in cui ricerca ed esperienza quotidiana producono un flusso di informazioni e idee utili allo sviluppo della società e della cultura.<br />
N.EST è soggetto culturale attivo perchè produce mitologia urbana di un&#8217;area marginale, gioca sull&#8217;immaginario per creare consapevolezza.</p>
<p><strong>Pensate che N.Est sia un modello riproducibile in altri contesti territoriali?</strong><br />
Certamente, ovunque vi sia un&#8217;area urbana particolare su cui si può proiettare una lente per leggere il presente ed inventare un futuro. Sicuramente una periferia industriale da riqualificare è il posto migliore.<br />
Napoli est in questo senso offre diversità e varietà in un unico contesto locale.</p>
<p>web: <a href="http://www.napoliest.it" target="_blank">www.napoliest.it</a></p>
<p>fonte: <a href="http://www.tafter.it/dettaglio.asp?id=4887" target="_blank">www.tafter.it</a></p>
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		<title>Como pensate che si trasformeranno i media?</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jun 2007 07:48:35 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi propongo un cortometraggio con una interessante teoria sul possibile sviluppo dei media. Buona visione.</p>
<p><object width="425" height="350" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/HsJLRX-nK4w" /><embed width="425" height="350" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/HsJLRX-nK4w" wmode="transparent" /></object></p>
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