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	<title>urbanohumano &#187; italia</title>
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		<title>Architettura, Italia . Lo spettacolo è finito!</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 11:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi chiamo Domenico Di Siena, architetto ed urbanista, vivo a Madrid da ormai 8 anni. Domani le strade delle maggiori città spagnole ritorneranno a riempirsi di manifestanti in occasione dell’anniversario del 15M, il movimento degli indignados che nessuno si aspettava e che sta creando nuovi spazi di “democrazia”. La Spagna è in pieno fermento, Madrid [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2062" title="circus_ylenia_arca" src="http://urbanohumano.org/wp-content/uploads/2012/05/circus_ylenia_arca.png" alt="" width="545" height="283" /></p>
<p>Mi chiamo <strong>Domenico Di Siena</strong>, architetto ed urbanista, vivo a <strong>Madrid</strong> da ormai 8 anni.</p>
<p>Domani le strade delle maggiori città spagnole ritorneranno a riempirsi di manifestanti in occasione dell’anniversario del <strong>15M</strong>, il movimento degli <strong>indignados</strong> che nessuno si aspettava e che sta <em><strong>creando nuovi spazi di “democrazia”</strong></em>.<br />
La Spagna è in pieno fermento, Madrid fra tutte.</p>
<p>Proprio a partire dall’esperienza madrilena voglio offrire il mio punto di vista su come sta cambiando la scena professionale nel mondo dell’architettura qui in Spagna e su come questo rinnovamento contrasti con le notizie che arrivano dall’Italia.</p>
<p>Gli eventi degli ultimi giorni stanno mettendo in evidenza un cambiamento importante.<span id="more-2033"></span></p>
<p>Il primo dato significativo è che uno dei più prestigiosi premi europei (<strong><a href="http://www.publicspace.org/">European Prize for Urban Public Space</a></strong>) dedicato allo Spazio Pubblico crei una categoria speciale per premiare un insolito progetto: l’<strong><a href="http://www.publicspace.org/en/works/g001-acampada-en-la-puerta-del-sol/prize:2012">accampata della Puerta del Sol</a></strong> che fu esattamente l’avvenimento che diede inizio, un anno fa, al movimento degli indignados.<br />
<em></em></p>
<p><em>È notevole che un premio di architettura venga concesso ad una “occupazione” popolare di spazio pubblico.</em></p>
<p>Bisogna poi sottolineare che il premio non è stato dato ad un architetto ma a tutti quei cittadini che transformarono la piazza in un esempio di cittadinanza e auto-organizzazione, durante un mese di accampamento.</p>
<p>Mi spiego meglio. Un gruppo di cittadini organizzati in una rete ha presentato un progetto di occupazione ed autogestione di uno spazio pubblico ad un concorso di architettura; in risposta la giuria ha creato una categoria speciale ed ha conferito loro il premio per miglior spazio pubblico dell’anno.</p>
<p><em>Nessuna gloria per gli architetti, davvero nessuna.</em><br />
<em> Dove andremo a finire? Si chiederanno alcuni.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2066" title="circus_ylenia_arca_2" src="http://urbanohumano.org/wp-content/uploads/2012/05/circus_ylenia_arca_2.png" alt="" width="545" height="324" /></p>
<p>Altro evento fondamentale è il premio che la <a href="http://fundacion.arquia.es/">fondazione Arquia</a> ha assegnato al progetto <a href="http://fundacion.arquia.es/proxima/pub_noticias_detalle.aspx?id=100">Inteligencia Colectiva</a>. Per spiegare di cosa si tratta dovrò usare alcune parole tabù per l’ establishment dell’architettura, espressioni come “<strong>Intelligenza Collettiva</strong>” e “<strong>Saggezza Popolare</strong>”.<br />
Vogliate perdonarmi.</p>
<p><strong>Inteligencia Colectiva</strong> (<a href="http://www.inteligenciascolectivas.org/">www.inteligenciascolectivas.org</a>), è una iniziativa che nasce per dare visibilità a tutte quelle soluzioni costruttive che nascono dalla Saggezza Popolare a da processi appunto di Intelligenza Collettiva. I promotori dell’iniziativa spiegano: “le soluzioni costruttive senza pianificazione architettonica generano una enorme varietà di procedimenti sui quali esiste una saggezza popolare ereditata, corretta e combinata con un alto grado di improvvisazione in quanto a materiali e tecniche completamente nuovi”.</p>
<p>La giuria giustifica il premio in questa maniera:<br />
<em>“il premio ha voluto evidenziare i nuovi “ruoli” di molti giovani architetti che stanno sviluppando il proprio lavoro professionale ricercando nuovi formati, attraverso incarichi o auto-incarichi, nuove formule di collaborazione di gruppo o di collettivi, attivismo sociale e partecipazione pubblica, urbanistica di azione, nuovi mezzi di comunicazione applicati all’architettura, oltre ad una nuova sensibilità riguardante la costruzione.”</em></p>
<p>Potrete capire bene che qui in Spagna, in poche ore queste incredibili notizie rimbalzano tra tutti i principali Social Network e Blogs del mondo dell’architettura.<br />
E c’è dell’altro.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2068" title="circus_ylenia_arca_3" src="http://urbanohumano.org/wp-content/uploads/2012/05/circus_ylenia_arca_3.png" alt="" width="545" height="350" /></p>
<p>Lo scorso fine settimana si è svolto presso il centro culturale Intermediae di Madrid, un incontro promosso dal <a href="http://www.viveroiniciativasciudadanas.net/">gruppo VIC</a>, con l’obiettivo di <strong>catalogare le iniziative di innovazione sociale applicate allo spazio pubblico che stanno avendo luogo in tutta</strong> la Spagna.<br />
Partecipano sociologi, architetti, cittadini auto-organizzati, funzionari dell’amministrazione pubblica, artisti&#8230;<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Si parla, si discute. La questione della composizione architettonica è lontana anni luce dalla realtà di oggi. Si lavora, si condivide. Si critica l’amministrazione pubblica in un centro gestito dall’amministrazione pubblica</strong>, mentre la città è piena di cartelloni che annunciano l’incontro.<br />
A fine evento si festeggia. Si balla tutti insieme.</p>
<p>I partecipanti, venuti da tutta la Spagna (a proprie spese), tornano a casa con in tasca l’allegria e il piacere di aver conosciuto persone speciali che quotidianamente trasformano e migliorano le realtá urbane locali. Hanno condiviso esperienze, hanno creato nuove relazioni, nuove amicizie. Molti luoghi cambieranno grazie a questo incontro.<br />
All’ interno di tutto questo nessuno spettacolo.</p>
<p>Tornando alla situazione italiana, sui social network si parla della <strong>Biennale di Venezia</strong> e del<strong> Maxxi di Roma</strong>. E’ apprezzabile vedere che siamo tutti d’accordo nel criticare e considerare vergognosa questa situazione. Sono tutti contro. E’ tutto uno schifo, si dice. La cosa sorprendente, di contro, è che <strong>tutto si riduce a criticare nomi ed incarichi</strong>. Si parla di mostre, si parla di contenuti inadeguati. Siamo davanti ad una completa cecità, un’ <strong>incapacità di immaginare qualcosa di veramente nuovo: un sistema orizzontale, un modello senza inutili orpelli</strong>. Si criticano improbabili burlesque e poi si ripete lo stesso schema dappertutto.</p>
<p><em><strong>Per favore basta!</strong></em></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2071" title="circus_ylenia_arca_4" src="http://urbanohumano.org/wp-content/uploads/2012/05/circus_ylenia_arca_4.png" alt="" width="545" height="408" /></p>
<p>Potremmo vivere anche in Italia un cambiamento epocale, come sta avvenendo in Spagna e ci riduciamo a criticare dettagli e minuzie. C’è bisogno di un cambiamento radicale!<br />
<strong>Basta con le vetrine e gli spettacoli. Cominciamo a creare processi di apprendimento orizzontali.</strong> Le universitá stanno morendo e le istituzioni crollano sotto vergognosi sperperi economici.</p>
<p>Dovremmo prendere spunto da realtà più attive e innovatrici come quella spagnola appunto, per cercare di mettere in moto processi di interazione, dialogo e condivisione tra le persone e tra le diverse discipline, di creazione di reti e collaborazioni, di appropriazione e riconversione di molti spazi il cui futuro risulta incerto a partire da realtà simili al museo Maxxi. <strong>Non abbiamo bisogno dell’ennesimo spazio espositivo, non necessitiamo una nuova collezione d’arte permanente o un museo dell’architettura del XXI secolo in un paese dove non si produce nessun tipo di architettura da decenni</strong>; questa è la vetrina all’italiana.</p>
<p>Sarebbe auspicabile invece, oltre che più costruttivo e sostenibile <strong>“occupare” nuovi luoghi in cui sperimentare sistemi di apprendimento e condivisione di conoscenze ed esperienze che siano collettivi e partecipativi al fine di sensibilizzare le persone, partendo dal basso, dalle comunità.</strong></p>
<p><strong>Ricominciamo ad incontrarci, ricominciamo a dialogare</strong>. Che le istituzioni diventino <strong><em>“estituzioni”</em></strong> un termine di cui si comincia a parlare qui in Spagna.<br />
Il concetto di “<a href="http://www.ephemeraweb.org/journal/10-1/10-1spicer.pdf">estituzione</a>” è affascinante perché descrive un tipo di entità (pubblica) che <strong>non delimita uno spazio e che ha come obiettivo di base l&#8217;inclusività e la trasformazione</strong>.</p>
<p><strong>Ritroviamoci. Abbandoniamo il passato e lasciamo perdere il futuro.</strong><br />
Riprendiamoci il presente. Smettiamo di seguire queste menti giurassiche!</p>
<p>Il nostro obiettivo non è la ricerca di soldi, di visibilità o di prestigio, ma semplicemente di <strong>Nuovi Spazi in cui il nostro protagonismo possa maturare partendo dal dialogo e dallo scambio</strong>; vogliamo uscire da questo sterile gioco del varietà; non perderemo più nemmeno un minuto per combatterlo. Lo ignoriamo! Lo consideriamo un inutile intrattenimento per vecchie menti assuefatte dal torpore del clientelismo!</p>
<h3>Lo spettacolo è finito.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Testo di <strong>Domenico Di Siena</strong> (<a href="http://twitter.com/urbanohumano">@urbanohumano</a>) con la collaborazione di <strong>Ylenia Arca</strong>. Foto di <strong>Ylenia Arca</strong> (<a href="http://yleniarca.carbonmade.com/">http://yleniarca.carbonmade.com/</a>)</em></p>
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		<title>open mic &#8211; Io (non) mi sento italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 20:39:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Io e Francesco partecipiamo con questo video all&#8217;open mic - Io (non) mi sento italiano, una iniziativa di Macondo (una nascente ma già molto attiva associazione culturale giovanile di Recanati) di riflettere in maniera spontanea, aperta e non retorica sul tema dell&#8217;appartenenza e dell&#8217;identità, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia. Cosa significa essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/Mc5_v2BGMuU" frameborder="0" width="545" height="340"></iframe></p>
<p>Io e <a title="Francesco Cingolani | Immaginoteca | Blog" href="http://immaginoteca.com" target="_blank">Francesco</a> partecipiamo con questo video all&#8217;open mic - <strong><a href="http://www.notiziecontrovento.it/?p=1288">Io (non) mi sento italiano</a></strong>, una iniziativa di Macondo (una nascente ma già molto attiva associazione culturale giovanile di Recanati) di riflettere in maniera spontanea, aperta e non retorica sul tema dell&#8217;appartenenza e dell&#8217;identità, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia.</p>
<p><em>Cosa significa essere italiani nel mondo globale di oggi? Come ci si sente ad essere italiani d&#8217;adozione o italiani in fuga? In quali aspetti della storia e della vita civile italiana ci riconosciamo, quali sentiamo invece distanti? Cosa si può fare, infine, per rendere l&#8217;Italia un luogo della mente e dell&#8217;anima meno faticoso da abitare, più accogliente e quindi più vivibile?</em></p>
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		<title>Fenomenologia di Mike Bongiorno</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 09:52:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi vi lascio con un interessante e lungimirante articolo di Umberto Eco scritto per  Diario Minimo nel 1961 L&#8217;uomo circuito dai mass media è in fondo, fra tutti i suoi simili, il più rispettato: non gli si chiede mai di diventare che ciò che egli è già. In altre parole gli vengono provocati desideri studiati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vi lascio con un interessante e lungimirante articolo di Umberto Eco scritto per  Diario Minimo nel 1961</p>
<p>L&#8217;uomo circuito dai mass media è in fondo, fra tutti i suoi simili, il più rispettato: non gli si chiede mai di diventare che ciò che egli è già. In altre parole gli vengono provocati desideri studiati sulla falsariga delle sue tendenze. Tuttavia, poiché uno dei compensi narcotici a cui ha diritto è l&#8217;evasione nel sogno, gli vengono presentati di solito degli ideali tra lui e i quali si possa stabilire una tensione. Per togliergli ogni responsabilità si provvede però a far sì che questi ideali siano di fatto irraggiungibili, in modo che la tensione si risolva in una proiezione e non in una serie di operazioni effettive volte a modificare lo stato delle cose. Insomma, gli si chiede di diventare un uomo con il frigo rifero e un televisore da 21 pollici, e cioè gli si chiede di rimanere com&#8217;è aggiungendo agli oggetti che possiede un frigorifero e un televisore; in compenso gli si propone come ideale Kirk Douglas o Superman. L&#8217;ideale del consumatore di mass media è un superuomo che egli non pretenderà mai di diventare, ma che si diletta a impersonare fantasti camente, come si indossa per alcuni minuti davanti a uno specchio un abito altrui, senza neppur pensare di posseder-lo un giorno.<span id="more-372"></span></p>
<p>La situazione nuova in cui si pone al riguardo la TV è questa: la TV non offre, come ideale in cui immedesimarsi, il superman ma l&#8217;everyman. La TV presenta come ideale l&#8217;uomo assolutamente medio. A teatro Juliette Greco appare sul palcoscenico e subito crea un mito e fonda unculto; Josephine Baker scatena rituali idolatrici e dà il nome<br />
a un&#8217;epoca. In TV appare a più riprese il volto magico di Juliette Greco, ma il mito non nasce neppure; l&#8217;idolo non è costei, ma l&#8217;annunciatrice, e tra le annunciatrici la più amata e famosa sarà proprio quella che rappresenta meglio i caratteri medi: bellezza modesta, sex-appeal limi tato, gusto discutibile, una certa casalinga<br />
inespressività.</p>
<p>Ora, nel campo dei fenomeni quantitativi, la media rap presenta appunto un termine di mezzo, e per chi non vi si è ancora uniformato, essa rappresenta un traguardo. Se, secondo la nota boutade, la statistica è quella scienza per cui se giornalmente un uomo mangia due polli e un altro nessuno, quei due uomini hanno mangiato un pollo<br />
ciascu no — per l&#8217;uomo che non ha mangiato, la meta di un pollo al giorno è qualcosa di positivo cui aspirare. Invece, nel campo dei fenomeni qualitativi, il livellamento alla media corrisponde al livellamento a zero. Un uomo che possieda tutte le virtù morali e intellettuali in grado medio, si tro va immediatamente a un livello minimale di evoluzione. La &#8220;medietà&#8221; aristotelica è equilibrio nell&#8217;esercizio delle pro prie passioni, retto dalla virtù discernitrice della &#8220;prudenza&#8221;. Mentre nutrire passioni in grado medio e aver una media prudenza significa essere un povero campione di umanità.<br />
Il caso più vistoso di riduzione del superman all&#8217;every man lo abbiamo in Italia nella figura di Mike Bongiorno e nella storia della sua fortuna. Idolatrato da milioni di persone, quest&#8217;uomo deve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola del personaggio cui dà vita davanti alle telecamere traspare una mediocrità assoluta unita (questa è l&#8217;unica virtù che egli possiede in grado eccedente) ad un fascino immediato e spontaneo spiegabile col fatto che in lui non si avverte nessuna costruzione o fin zione scenica: sembra quasi che egli si venda per quello che è e che quello che è sia tale da non porre in stato di inferiorità nessuno spettatore, neppure il più sprovveduto. Lo spettatore vede glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti.</p>
<p>Per capire questo straordinario potere di Mike Bongior no occorrerà procedere a una analisi dei suoi comporta-menti, ad una vera e propria &#8220;Fenomenologia di Mike Bongiorno&#8221;, dove, si intende, con questo nome è<br />
indicato non l&#8217;uomo, ma il personaggio.<br />
Mike Bongiorno non è particolarmente bello, atletico, coraggioso, intelligente. Rappresenta, biologicamente parlan do, un grado modesto di adattamento all&#8217;ambiente. L&#8217;amore isterico tributatogli dalle teen-agers va attribuito in parte al complesso materno che egli è capace di risvegliare in una giovinetta, in parte alla prospettiva che egli<br />
lascia intrav vedere di un amante ideale, sottomesso e fragile, dolce e cortese.</p>
<p>Mike Bongiorno non si vergogna di essere ignorante e non prova il bisogno di istruirsi. Entra a contatto con le più vertiginose zone dello scibile e ne esce vergine e intatto, confortando le altrui naturali tendenze all&#8217;apatia e alla pigrizia mentale. Pone gran cura nel non impressio nare lo spettatore, non solo mostrandosi all&#8217;oscuro<br />
dei fat ti, ma altresì decisamente intenzionato a non apprendere nulla.<br />
In compenso Mike Bongiorno dimostra sincera e primiti va ammirazione per colui che sa. Di costui pone tuttavia in luce le qualità di applicazione manuale, la memoria, la me todologia ovvia ed elementare: si diventa colti leggendo molti libri e ritenendo quello che dicono.<br />
Non lo sfiora minimamente il sospetto di una funzione critica e creativa della cultura. Di essa ha un criterio meramente quantitativo.<br />
In tal senso (occorrendo, per essere colto, aver letto per molti anni molti libri) è naturale che l&#8217;uomo non predesti nato rinunci a ogni tentativo.</p>
<p>Mike Bongiorno professa una stima e una fiducia illi mitata verso l&#8217;esperto; un professore è un dotto; rappre senta la cultura autorizzata. È il tecnico del ramo. Gli si demanda la questione, per competenza.<br />
L&#8217;ammirazione per la cultura tuttavia sopraggiunge quan do, in base alla cultura, si viene a guadagnar denaro. Allora si scopre che la cultura serve a qualcosa. L&#8217;uomo mediocre rifiuta di imparare ma si<br />
propone di far studiare il figlio.<br />
Mike Bongiorno ha una nozione piccolo borghese del denaro e del suo valore (&#8220;Pensi, ha guadagnato già centomila lire: è una bella sommetta!&#8221;).</p>
<p>Mike Bongiorno anticipa quindi, sul concorrente, le im pietose riflessioni che lo spettatore sarà portato a fare: &#8220;Chissà come sarà contento di tutti quei soldi, lei che è sempre vissuto con uno stipendio modesto! Ha mai avuto tanti soldi così tra le mani?&#8221;.<br />
Mike Bongiorno, come i bambini, conosce le persone per categorie e le appella con comica deferenza (il bambino dice: &#8220;Scusi, signora guardia&#8230;&#8221;) usando tuttavia sempre la qualifica più volgare e corrente, spesso dispregiativa: &#8220;si gnor spazzino, signor contadino&#8221;.<br />
Mike Bongiorno accetta tutti i miti della società in cui vive: alla signora Balbiano d&#8217;Aramengo bacia la mano e dice che lo fa perché si tratta di una contessa (sic). Oltre ai miti accetta della società le convenzioni. È pa terno e condiscendente con gli umili, deferente con le per sone socialmente qualificate.<br />
Elargendo denaro, è istintivamente portato a pensare, senza esprimerlo chiaramente, più in termini di elemosi na che di guadagno. Mostra di credere che, nella dialettica delle classi, l&#8217;unico mezzo di ascesa sia rappresentato dalla provvidenza (che può occasionalmente assumere il volto della Televisione).</p>
<p>Mike Bongiorno parla un basic italian. Il suo discorso realizza il massimo di semplicità. Abolisce i congiuntivi, le proposizioni subordinate, riesce quasi a tendere invisibile la dimensione sintassi.<br />
Evita i pronomi, ripetendo sem pre per esteso il soggetto, impiega un numero stragrande di punti fermi. Non si avventura mai in incisi o parentesi, non usa espressioni ellittiche, non allude, utilizza solo metafore ormai assorbite dal lessico comune. Il suo linguaggio è rigorosamente referenziale e farebbe la gioia di un neo-posi tivista.<br />
Non è necessario fare alcuno sforzo per capirlo. Qualsiasi spettatore avverte che, all&#8217;occasione, egli potreb be essere più facondo di lui.<br />
Non accetta l&#8217;idea che a una domanda possa esserci più di una risposta. Guarda con sospetto alle varianti. Nabuc co e Nabuccodonosor non sono la stessa cosa; egli reagisce di fronte ai dati come un cervello elettronico, perché è fer mamente convinto che A è uguale ad A e che tertium non datur. Aristotelico per difetto, la sua pedagogia<br />
è di con seguenza conservatrice, paternalistica, immobilistica.</p>
<p>Mike Bongiorno è privo di senso dell&#8217;umorismo. Ride perché è contento della realtà, non perché sia capace di deformare la realtà. Gli sfugge la natura del paradosso; come gli viene proposto, lo ripete con ariadivertita e scuote il capo, sottintendendo che l&#8217;interlocutore sia simpaticamente anormale; rifiuta di sospettare che dietro il paradosso<br />
si na sconda una verità, comunque non lo considera come vei colo autorizzato di opinione.<br />
Evita la polemica, anche su argomenti leciti. Non man ca di informarsi sulle stranezze dello scibile (una nuova corrente di pittura, una disciplina astrusa&#8230; &#8220;Mi dica un po&#8217;, si fa tanto parlare oggi di questo futurismo. Ma cos&#8217;è di preciso questo futurismo?&#8221;). Ricevuta la spiegazione non tenta di approfondire la questione, ma lascia avvertire anzi il suo educato dissenso di benpensante. Rispetta comunque l&#8217;opinione dell&#8217;altro, non per proposito ideologico, ma per disinteresse.<br />
Di tutte le domande possibili su di un argomento sceglie quella che verrebbe per prima in mente a chiunque e che una metà degli spettatori scarterebbe subito perché troppo banale: &#8220;Cosa vuol rappresentare quel quadro?&#8221; &#8220;Come mai si è scelto un hobby così diverso dal suo lavoro?&#8221; &#8220;Com&#8217;è che viene in mente di occuparsi di filosofia?&#8221;.</p>
<p>Porta i clichés alle estreme conseguenze. Una ragazza educata dalle suore è virtuosa, una ragazza con le calze co lorate e la coda di cavallo è &#8220;bruciata&#8221;. Chiede alla prima se lei, che è una ragazza così per bene, desidererebbe di ventare come l&#8217;altra; fattogli notare che la contrapposizione è offensiva, consola la seconda ragazza mettendo<br />
in risalto la sua superiorità fisica e umiliando l&#8217;educanda. In questo vertiginoso gioco di gaffes non tenta neppure di usare pe rifrasi: la perifrasi è già una agudeza, e le agudezas ap partengono a un ciclo vichiano cui Bongiorno è estraneo. Per lui, lo si è detto, ogni cosa ha un nome e uno solo, l&#8217;artificio retorico è una sofisticazione. In<br />
fondo la gaffe nasce sempre da un atto di sincerità non mascherata; quando la sincerità è voluta non si ha gaffe ma sfida e provo cazione; la gaffe (in cui Bongiorno eccelle, a detta dei cri tici e del pubblico) nasce proprio quando si è sinceri per sbaglio e per sconsideratezza. Quanto più è mediocre, l&#8217;uo mo mediocre è maldestro.<br />
Mike Bongiorno lo conforta por tando la gaffe a dignità di figura retorica, nell&#8217;ambito di una etichetta omologata dall&#8217;ente trasmittente e dalla nazione in ascolto.<br />
Mike Bongiorno gioisce sinceramente col vincitore perché onora il successo. Cortesemente disinteressato al perdente, si commuove se questi versa in gravi condizioni e si fa promotore di una gara di beneficenza, finita la quale si manifesta pago e ne convince il pubblico; indi trasvola ad altre cure confortafo sull&#8217;esistenza del migliore dei mondi possibili. Egli ignora la dimensione tragica della vita.</p>
<p>Mike Bongiorno convince dunque il pubblico, con un esempio vivente e trionfante, del valore della mediocrità. Non provoca complessi di inferiorità pur offrendosi come idolo, e il pubblico lo ripaga, grato, amandolo. Egli rappresenta un ideale che nessuno deve sforzarsi di raggiungere perché chiunque si trova già al suo livello. Nessuna<br />
religione è mai stata così indulgente coi suoi fedeli. In lui si annulla la tensione tra essere e dover essere. Egli dice ai suoi adoratori: voi siete Dio, restate immoti.</p>
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		<title>Italia: futuro&#8230;. in Transizione</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 21:25:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un po di giorni che ci penso&#8230;&#8230; Ragazzi miei, é cominciata la discesa del Berlusconismo. In Spagna quando Franco morí cominció un&#8217;epoca emozionante che fu battezzata come &#8220;La Transición&#8221;. Con questo termine si voleva dare risalto al processo di transizione che portava finalemnte la Spagna dalla dittatura alla democrazia (purtroppo ad oggi ancora monarchica). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un po di giorni che ci penso&#8230;&#8230;</p>
<p>Ragazzi miei, é cominciata la discesa del Berlusconismo. In Spagna quando Franco morí cominció un&#8217;epoca emozionante che fu battezzata come &#8220;La Transición&#8221;. Con questo termine si voleva dare risalto al processo di transizione che portava finalemnte la Spagna dalla dittatura alla democrazia (purtroppo ad oggi ancora monarchica).<span id="more-320"></span></p>
<p>Gli ultimi anni prima della morte del dittatore Spagnolo furono tempi duri, la speranza del cambiamento veniva offuscata da ingenti misure di rappresaglia che sembravano spegnere qualsiasi opportunità di miglioramento. Poi però quando Franco morí &#8220;La Transición&#8221; già aveva cominciato il suo corso.</p>
<p>Vi racconto questo perché vedo un&#8217; analogia con quanto sta accadendo oggi in Italia. In questo momento stiamo vivendo gli ultimissimi anni (si purtroppo sono anni) che precedono la fine del Berlusconismo: le leggi per imbavagliare internet e la criminalizzazione definitiva della magistratura ne sono i segnali più evidenti, ma non sono i soli.</p>
<p>Cercano (i potenti) di conservare il potere il piú a lungo possibile, non riescono a capire che c&#8217;è un&#8217;onda di cambiamento impressionante che li seppellirá con una risata, per usare un motto tipico del &#8217;68.</p>
<p>Fra pochi anni vivremo anche noi italiani la nostra propria Transizione. Un periodo che fu fantastico per la Spagna e sará meraviglioso per l&#8217;Italia.</p>
<p>La Transizione é un processo bellissimo. Un processo che agisce in positivo, costruendo. In Italia abbiamo già vissuto qualcosa di simile: la Resistenza, anche se in quel caso dovemmo conquistare la democrazia distruggendo (il fascismo). Sicuramente un momento epico della nostra storia. La Transizione potrebbe essere ancora più memorabile della Resistenza, proprio per questa sua componente di creazione invece che di distruzione.</p>
<p>La Transizione é qualcosa di simile al boom economico degli anni &#8217;60 con l&#8217;aggiunta non solamente di una esplosione creativa culturale, ma soprattutto di un&#8217; avanguardia politica.</p>
<p>Insomma la nostra Transizione permetterá la costruzione di modelli culturali e politici che ci invidieranno tutti i paesi europei. Costruiremo un&#8217;italia che riparte dal basso: tutti gli europei ci verranno dietro.</p>
<p>Sono emozionato. Non é esaltante poter essere la generazione che cambierá la società?</p>
<p>Certo c&#8217;è da aspettare ancora qualche anno. Ma ormai é li&#8217;.</p>
<p>E&#8217; successo negli anni sessanta e adesso tocca a noi negli anni &#8220;dieci&#8221; (non so come si chiami la seconda decada del secondo millennio).</p>
<p>Italia in Transizione. Un futuro in transizione. <strong>Viva La Transizione</strong>.</p>
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		<title>L&#8217;Italia che ride e non sorride</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 23:03:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Berlusconi ha sempre vinto con quel sorrisino furbetto sulle labbra. Quel sorrisino con il quale vuole tranquillizzarci dicendoci più o meno chiaramente che gli italiani siamo tutti dei ladri e che non é poi la fine del mondo, anzi!!! Gli si deve dare atto: il sorrisino ha puntualmente funzionato. Forse siamo davvero tutti dei ladri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Berlusconi ha sempre vinto con quel sorrisino furbetto sulle labbra. Quel sorrisino con il quale vuole tranquillizzarci dicendoci più o meno chiaramente che gli italiani siamo tutti dei ladri e che non é poi la fine del mondo, anzi!!!<br />
Gli si deve dare atto: il sorrisino ha puntualmente funzionato. Forse siamo davvero tutti dei ladri e solo lui ci fa stare con la coscienza apposto.</p>
<p>Il berlusconismo ha basato il suo successo sull&#8217;idea che l&#8217;italiano medio è un ladro. <span id="more-316"></span></p>
<p>Però io mi domando. Veramente  l&#8217;italiano medio ladro, vuole essere ladro? Rifletteteci. Io credo proprio di no. Sono assolutamente convinto che l&#8217;italiano medio non vuole essere ladro. L&#8217;Italiano medio ha una tremenda voglia di dimostrare quanto sa essere onesto e rispettoso della società in cui vive, aspetta solo che gli si dia una volta per tutte l&#8217;occasione. E&#8217; una semplice riflessione. Ma é rivoluzionaria.</p>
<p>Da questa semplice idea nascerà la nuova italia.</p>
<p>L&#8217;italia postberlusconiana.</p>
<p>L&#8217;italia che ride e non sorride</p>
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		<title>c&#8217;è un&#8217; Italia che si muove dal basso&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 13:11:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da pochi giorni, grazie ad una piacevole chicchierata con una amica (Caroline) che non vedevo da molto tempo ho scoperto le &#8220;incursioni&#8221; di Piero Ricca e poi progetti interessantisimi come &#8220;Qui Milano Libera&#8220;. Sono iniziative che mi sembrano interessantissime, dimostrano l&#8217;esistenza di una Italia che si muove dal basso. Lascio il video de la stupenda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da pochi giorni, grazie ad una piacevole chicchierata con una amica (Caroline) che non vedevo da molto tempo ho scoperto le &#8220;incursioni&#8221; di <a href="http://www.pieroricca.org" target="_blank">Piero Ricca</a> e poi progetti interessantisimi come &#8220;<a href="http://quimilanolibera.net/" target="_blank">Qui Milano Libera</a>&#8220;.<span id="more-112"></span><br />
Sono iniziative che mi sembrano interessantissime, dimostrano l&#8217;esistenza di una Italia che si muove dal basso. Lascio il video de la stupenda manifestazione tenuta l&#8217;8 luglio a Piazza Navona a Roma.<br />
<object width="425" height="344" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ME-zCvTe-lQ&amp;hl=en&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/ME-zCvTe-lQ&amp;hl=en&amp;fs=1" allowFullScreen="true" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Libera informazione in un libero Stato</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 13:30:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vogli odare diffusione a una nuova ed interessante iniziativa lanciata da Beppe Grillo: L&#8217;Italia non ha una informazione libera. Questo è il motivo per il quale nessuna televisione, nessun giornale sta promuovendo il referendum del 25 aprile per una &#8220;Libera informazione in un libero Stato&#8221;. Sarebbe la loro fine. Ho bisogno del tuo aiuto. Diffondi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vogli odare diffusione a una nuova ed interessante iniziativa lanciata da <a href="http://www.beppegrillo.it" target="_blank">Beppe Grillo</a>:</p>
<p>L&#8217;Italia non ha una informazione libera. Questo è il motivo per il quale nessuna televisione, nessun giornale sta promuovendo il referendum del 25 aprile per una &#8220;Libera informazione in un libero Stato&#8221;. Sarebbe la loro fine.<span id="more-98"></span><br />
Ho bisogno del tuo aiuto. Diffondi la notizia e i punti di raccolta delle firme elencati di seguito.</p>
<p>Invia questa email a tutti coloro che vogliono una informazione libera in Italia per firmare il 25 aprile per i tre referendum:</p>
<p>1- abolizione dell&#8217;ordine dei giornalisti di Mussolini<br />
2- cancellazione dei contributi pubblici all&#8217;editoria, che la rende dipendente dalla politica<br />
3- eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un&#8217;informazione libera dal duopolio Partiti-Mediaset</p>
<p>Il 25 aprile saremo in 460 punti in tutta Italia e in città su 5 continenti.<br />
Trova quello più vicino a te su: <a onclick="return top.js.OpenExtLink(window,event,this)" href="http://www.beppegrillo.it/v2day/mappa/" target="_blank">http://www.beppegrillo.it/v2day/mappa/</a></p>
<p>Coraggio!<br />
Beppe Grillo.</p>
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		<title>Finanziamenti del Pogas per progetti in favore dei giovani</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 17:36:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il dipartimento per le politiche giovanili e le attività sportive del Ministero Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive pubblica un bando per la presentazione di progetti di azioni in favore dei giovani. Le progettualità dovranno inerire interventi a sostegno della fascia di età compresa tra i 15 ed i 30 anni da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dipartimento per le politiche giovanili e le attività sportive del <strong>Ministero Ministro per le Politiche Giovanili</strong> <strong>e le Attività Sportive</strong> pubblica un <strong>bando per la presentazione di progetti di azioni in favore dei giovani</strong>.<br />
Le progettualità dovranno inerire interventi a sostegno della fascia di età compresa tra i 15 ed i 30 anni da attuare sul territorio nazionale e rivolti a cittadini italiani e/o stranieri.<br />
Il bando può contare su un fondo di 19 milioni di euro e erogherà finanziamenti per un massimo di 500.000 euro; ciascun progetto è finanziabile nella misura massima del 70% del suo costo complessivo. La partecipazione assicurata dal proponente, anche con risorse provenienti dagli altri soggetti attuatori e partner, non può pertanto essere inferiore al 30% del costo complessivo del progetto; in tale quota di cofinanziamento possono essere comprese risorse in natura (es. personale, sedi, attrezzature) valorizzate, ai prezzi di mercato, per non più del 20% del costo complessivo del progetto.<br />
<span id="more-43"></span> Il termine di presentazione delle domande è fissato per il <strong>30 aprile 2008</strong>. Per avere informazioni sul presente avviso e sulle procedure di presentazione dei progetti, i soggetti interessati potranno contattare il Dipartimento all’ indirizzo di posta elettronica: <a href="mailto:bandogiovani@governo.it">bandogiovani@governo.it</a>. Laddove i quesiti siano di interesse generale, le relative risposte saranno pubblicate come FAQ nel sito <a href="http://www.pogas.it/">www.pogas.it</a>;</p>
<p>Scarica il <a href="http://www.consorzioparsifal.it/public/files/20080430_bando_giovani.pdf" target="_blank">bando</a>.<br />
Fonte: <a href="http://www.tafter.it/dettaglio.asp?id=4426" target="_blank">www.tafter.it</a></p>
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