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Durante gli ultimi mesi, ad Ecosistema Urbano stiamo dedicando gran parte delle nostre energie ad un progetto che consideriamo molto innovativo. Si tratta del progetto “dreamhamar”, un processo di progettazione partecipata della piazza principale della città di Hamar (Norvegia).

L’obiettivo è rivitalizzare la piazza attraverso un processo che vada oltre il modello di progettazione tradizionale, utilizzando un modello trasparente ed aperto, basato su una rete di partecipazione sia di carattere locale che di carattere internazionale.

La principale differenza di questa metodologia (che chiamiamo Network Design) rispetto ad altri processi di progettazione partecipata è che, invece di cercare a tutti i costi un consenso generale intorno ad un’unica proposta, si incoraggia lo sviluppo di una molteplicità di proposte.

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Oggi voglio lasciare spazio ad un articolo non scritto da me, ma che mi riguarda da vicino. Si tratta del racconto di un viaggio fatto insieme a Giorgio PiniCamilla Montevecchi che gentilmente mi hanno accompagnato da Roma fino a Cairano per partecipare al Cairano 7x.

In realtà non si tratta del semplice racconto di un viaggio, ma più che altro di un resoconto delle interessanti discussioni e riflessioni che sono nate tra un casello autostradale e l’atro e tra un ingorgo e l’altro. Come leggerete il viaggio é stato molto piacevole e mi ha permesso di conoscere due persone molto interessanti.

Si tratta in realtà solo della prima parte del racconto al quale immagino seguiranno nuove puntate in cui si parlerà più in profondità dell’evento Cairano 7x e del progetto Gluck Channel TV.

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La città contemporanea vive un complesso processo di trasformazione. Le ralazioni sociali e la vitalità urbana sono fenomeni sempre più rari e frammentati. I nostri vicini diventano dei completi sconosciuti e gli spazi pubblici della città semplici luoghi di attraversamento.

Le reti sociali cresciute in internet permettono di sviluppare nuove dinamiche di comunicazione e relazione tra vicini, migliorando la coesione sociale e la qualità della vita, offrendo la sensazione di maggiore sicurezza.

Le nuove tecnologie di comunicazione permettono nuove forme di collaborazione ed organizzazione per la gestione di beni comuni (pubblici); si possono usare per strutturare un sistema di informazioni che stabilisca una relazione diretta tra i tecnici e gli utenti (cittadini) assicurando una maggior collaborazione nella gestione urbana da entrambi i lati.

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Ragazzi!!!! La piazza é stracolma. Madrid lancia un appello a tutta l’europa. Seguiteci…seguiteci….!!!

Con queste parole ho voluto esprimere le mie emozioni su Facebook mentre partecipo a uno dei più straordinari movimenti di cittadini.

Vi parlo del movimento 15m che prende il nome dal giorno (15 maggio) in cui si é tenuta la manifestazione in diverse piazze della Spagna con lo slogan “¡Democracia Real Ya!”, e cioè Democrazia Reale Adesso!

Dopo la manifestazione, che non è stata immune da i soliti incidenti con la polizia, un gruppo di ragazzi decide di rimanere in piazza!! La polizia li obliga a scomberare. Il giorno successivo il risultato à stato che la piazza è tornata a riempirsi. A quel punto c’erano ancora più persone disposte a rimenere accampate tutta la notte.

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Dopo esattamente 5 anni, oggi voglio rispolverare i documenti relazionati con la mia tesi di laurea intitolata “Nuovi strumenti e metodi innovativi per la Pianificazione Partecipata. Il caso di un piano intercomunale nel bacino nord del fiume Jarama (Madrid)” con la quale ho ottenuto la Laurea in Architettura il 16 maggio 2006 presso la Facoltá di Architettura “L. Quaroni” della Università La Sapienza di Roma.

Sono passati invece 4 anni dalla cerimonia di premiazione del 17 maggio 2007 del “Premio Tesi 2007″ promosso da BIC Lazio SpA, nella quale questa tesi fu premiata.
Il Premio Tesi BIC Lazio viene concesso ai progetti che hanno individuato nuovi prodotti e processi produttivi, prospettando nuove soluzioni tecnologiche ed interventi sul mercato. Tra i criteri di valutazione dei lavori: il livello di studio e approfondimento; la capacità di elaborazione progettuale, con particolare riferimento ai risultati economici; il grado di trasferibilità sul mercato del servizio/tecnologia/prodotto oggetto dello studio.

Di seguito pubblico il testo che ho presentado come sintesi della tesi, necessario per poter partecipare al concorso:

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Io e Francesco partecipiamo con questo video all’open mic - Io (non) mi sento italiano, una iniziativa di Macondo (una nascente ma già molto attiva associazione culturale giovanile di Recanati) di riflettere in maniera spontanea, aperta e non retorica sul tema dell’appartenenza e dell’identità, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Cosa significa essere italiani nel mondo globale di oggi? Come ci si sente ad essere italiani d’adozione o italiani in fuga? In quali aspetti della storia e della vita civile italiana ci riconosciamo, quali sentiamo invece distanti? Cosa si può fare, infine, per rendere l’Italia un luogo della mente e dell’anima meno faticoso da abitare, più accogliente e quindi più vivibile?

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Salvatore D’Agostino, attento giornalista specializzato sui temi dell’ Architettura ed autore del blog “Wilfing Architettura” ha da poco pubblicato una intervista che ha voluto dedicare alla mia condizione di professionista espatriato e su cui abbiamo lavorato diversi mesi.

Vaglio approfittare per ringraziare Salvatore per la sua pazienza e professionalità, è stato un paicere rispondere alle sue domande; ragionando sul presente e futuro della professione e non solo.

Di seguito vi lascio il testo completo:

Salvatore D’Agostino
Domenico Di Siena di anni…, originario di…, migrante a …, qual è il tuo mestiere?

Domenico Di Siena
Ho 32 anni.
da dove vengo: Sono cresciuto in un piccolo centro del basso Lazio Coreno Ausonio, paesino della Ciociaria (provincia di Frosinone), situato in una ridente collina a pochi chilometri dal mare e non lontano dalle montagne del Parco Nazionale dell’Abruzzo.

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Fra poche ore saró in partenza con destinazione Sicilia, per essere piú precisi saró a Selinunte. Lo scopo di questo viaggio è partecipare nella sezione CRITICS del ARCHITECTS MEET IN SELINUNTE organizado por Associazione Italiana di Architettura e Critica (AIAC).

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Sabato 12 giugno ho partecipato a uno dei Forum “Città Digitale – La città, la rete e la sua forma”, organizzato da Paolo Valente per la Festa dell’architettura di Roma, evento di 4 giorni che si è tenuto presso alcuni padiglioni dell’ex mattatoio del Testaccio (MACRO Future).

Vi lascio con una breve rassegna scritta da Giuseppe Di Siena (mio fratello) nel suo blog.

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Per chi non se ne fosse ancora accorto mi sta molto a cuore la vicenda del terremoto a L’Aquila e soprattutto lo squallore derivato dall’intervento dello stato che grazie al potere mediatico berlusconiano é completamente occultato a la maggioranza degli italiani.

Oggi voglio pubblicare una lettera scritta dai comitati cittadini aquilani che cercano ad ogni costo di riportare sulla buona strada (quella partecipata) il processo di partecipazioen della città.

Signor Sindaco Massimo Cialente, dott. Guido Bertolaso,

con questa lettera intendiamo ribattere con chiarezza alla Vostra chiara missiva congiunta del 10 ottobre.

E’ vero: comincia a fare freddo, all’Aquila ed è un bene che il Comune dell’Aquila e il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile se ne siano accorti. Proprio perché ve ne siete accorti anche Voi, l’analisi che fate della situazione delle tendopoli necessariamente da smantellare, è perfetta.

Peccato che si dimentichi una premessa: la decisione di lasciare per così tanto tempo le persone nelle tendopoli è stata presa da Voi, che avete scientemente rifiutato l’uso di altri sistemi utilizzati per la gestione dell’emergenza dopo altri eventi sismici e che, fra l’altro, avrebbero ben risposto alle indicazioni delle integrazioni al Metodo Augustus, finalizzato ad evitare lo spostamento delle famiglie interessate da un evento calamitoso dai luoghi di abituale residenza.

Voi, che, insieme al Governo, avete fatto credere che tutti avrebbero avuto una sistemazione entro settembre. Quando questo si è rivelato impossibile (era il mese di luglio, ma lo si sapeva da tempo), il Presidente del Consiglio dichiarò che il termine ultimo per dare un tetto a tutti sarebbe stato novembre. Nello stesso intervento, la Conferenza Stampa dell’8 luglio al G8, il Presidente del Consiglio promise anche un altro G8 “entro l’anno” sulle catastrofi naturali, all’Aquila. Altra promessa – fortunatamente, questa – disattesa. Fu proprio Lei, dott. Bertolaso, a giustificarlo in seguito, dicendo che aveva parlato sull’onda dell’entusiasmo. Mentre Lei, dott. Cialente, cominciava a chiedere i Moduli Rimovibili anche per L’Aquila. Casette su ruota, li chiamava, se lo ricorda?
Bene, oggi voi garantite a tutti quelli che hanno una Casa E e F una sistemazione entro il 31 dicembre 2009. E’ forse un gioco al ribasso?

Voi, che ora chiedete ai cittadini un ultimo sforzo e che tirate in ballo il Natale, da passare tutti assieme all’Aquila, non siete nemmeno disposti a ammettere i Vostri numerosi errori, commessi in nome di una costruzione di 19 new town che disgregheranno una volta di più un tessuto sociale già devastato.

Voi che oggi vi accorgete che fa freddo e che fate una perfetta analisi della situazione dimenticandovi di ammettere che siete stati Voi a crearla.

Così come vi siete dimenticati di Piazza d’Armi; della ricostruzione sociale, del lavoro; delle case A, B, C che pure citate (sono stati messi in campo tutti gli strumenti necessari, sì. Ma quando è stato fatto? Vogliamo parlare dei tempi?); delle soluzioni che, in Umbria, hanno garantito una ricostruzione soddisfacente senza la perdita dell’identità territoriale. Così come vi dimenticate di dire agli aquilani cosa sarà dell’Aquila fra dieci anni. Dell’Aquila di una volta, quella prima del 6 aprile, ma anche delle sue 19 new town.

Voi che in tempo di emergenza avete preso decisioni che avranno ricaschi a lungo, lunghissimo termine e avete ignorato ogni istanza proveniente dal territorio e dalla sua gente, oggi pensate, dopo sei mesi, che possa essere sufficiente per tutti un periodo di pochi giorni per attuare il trasferimento.

Voi, con le vostre decisioni dall’alto, ancora una volta sopra la testa delle persone, ignorandole nei loro bisogni più elementari. Voi, con il vostro assistenzialismo spinto e la presunzione di sapere cosa è meglio per tutti.

Mentre scriviamo, piove forte e fa proprio freddo. E Voi non dovreste avere il coraggio di chiedere ancora collaborazione.
Almeno, non prima di aver pubblicamente ammesso i vostri errori.

A qui volesse avere maggiori informazioni su cuanto accade a L’Aquila consiglio i siti: www.collettivo99.org e www.3e32.com

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