La città diffusa puó essere sostenibile?

La città diffusa puó essere sostenibile?

La città diffusa puó essere sostenibile? 1200 800 URBANOHUMANO

Per un corso di dottorato, sto lavorando ad un piccolo lavoro di ricerca dedicato al concetto di “città diffusa” associato a quello delle “nuove tecnologie”.
Il termine città diffusa (o “area urbana”) potrebbe definire ció che fino ad oggi abbiamo chiamato “metropoli” o “area metropolitana”.
La teoria che vorrei portare avanti é che la cittá diffusa in sé non costituisce un fenomeno negativo. Negativa é la maniera in cui si sta costruendo.

Proprio come una città si forma di tanti quartieri ognuno dei quali puó godere di un certo grado di vita ed identità propria, la città diffusa potrebbe considerarsi come una rete di piccole città.

Negativo é il processo che porta alla formazione di un centro e di una periferia. Un città diffusa intesa come una vasta area dove la qualità urbana si mantiene più o meno costante non comporta necessariamente tale fenomeno.

Il problema non é tanto l’espanzione della città ma piuttosto il fenomeno di fragmentazione che ne deriva. Oggi infatti la città diffusa si caratterizza per la formazione di aree omogenee indipendenti ed isolate, collegate tra loro attraverso grandi infrastrutture urbane e tecnologie di comunicazione avanzate.

Aumentando le dimensioni di una città aumentano le distanze medie percorse, quindi aumenta la quantità di macchine presenti in strada allo stesso momento. La soluzione non puó essere la costruzione di infrastrutture sempre piú grandi; al contrario é necessario ridurre le distanze da percorrere, avvicinandoci il più possibile a distanze misurabili a scala umana.

Consiero cruciale un cambiamento della politica della mobilità. Per quanto possa sembrare assurdo credo che quanto piú lenti possiamo spostarci piú sostenibile sará la mobilità di una città. Su questo concetto ritorneró piú avanti.

Come conciliare quindi le grandi dimensioni di una città diffusa con la necessità (alcuni la definirebbero “un diritto”) di movimento? In questo internet ci puó aiutare; piú avanti vedremo come.

fonte immagine: http://studioplano.wordpress.com/2006/10/13/isotropia-veneta/

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