La città diffusa puó essere sostenibile? | URBANOHUMANO
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La città diffusa puó essere sostenibile?

Per un corso di dottorato, sto lavorando ad un piccolo lavoro di ricerca dedicato al concetto di “città diffusa” associato a quello delle “nuove tecnologie”.
Il termine città diffusa (o “area urbana”) potrebbe definire ció che fino ad oggi abbiamo chiamato “metropoli” o “area metropolitana”.
La teoria che vorrei portare avanti é che la cittá diffusa in sé non costituisce un fenomeno negativo. Negativa é la maniera in cui si sta costruendo.

Proprio come una città si forma di tanti quartieri ognuno dei quali puó godere di un certo grado di vita ed identità propria, la città diffusa potrebbe considerarsi come una rete di piccole città.

Negativo é il processo che porta alla formazione di un centro e di una periferia. Un città diffusa intesa come una vasta area dove la qualità urbana si mantiene più o meno costante non comporta necessariamente tale fenomeno.

Il problema non é tanto l’espanzione della città ma piuttosto il fenomeno di fragmentazione che ne deriva. Oggi infatti la città diffusa si caratterizza per la formazione di aree omogenee indipendenti ed isolate, collegate tra loro attraverso grandi infrastrutture urbane e tecnologie di comunicazione avanzate.

Aumentando le dimensioni di una città aumentano le distanze medie percorse, quindi aumenta la quantità di macchine presenti in strada allo stesso momento. La soluzione non puó essere la costruzione di infrastrutture sempre piú grandi; al contrario é necessario ridurre le distanze da percorrere, avvicinandoci il più possibile a distanze misurabili a scala umana.

Consiero cruciale un cambiamento della politica della mobilità. Per quanto possa sembrare assurdo credo che quanto piú lenti possiamo spostarci piú sostenibile sará la mobilità di una città. Su questo concetto ritorneró piú avanti.

Come conciliare quindi le grandi dimensioni di una città diffusa con la necessità (alcuni la definirebbero “un diritto”) di movimento? In questo internet ci puó aiutare; piú avanti vedremo come.

fonte immagine: http://studioplano.wordpress.com/2006/10/13/isotropia-veneta/

4 Comments

4 Comments

  1. tiziano

    Agosto 9, 2011 at 6:16 am

    Buongiorno,__sono Tiziano, studente al quinto anno IUAV, facolta' di Pianifizazione territoriale. In questo momento sono a Londra, e sto facendo (sono all'inizio) una ricerca sul rapporto tra tipologia urbana (principalmemente sprawl e compatta), ed il consumo di energia (e/o efficacia/efficienza trasporti).__Ho letto circa il suo campo di ricerca, e sarei interessato, se possibile a parlare con lei, a farle qualche domanda.__In attesa di risposta porgo cordiali saluti
    tiziano

    • urbanohumano

      Agosto 12, 2011 at 3:50 pm

      Ciao Tiziano,
      mi fa piacere che i miei lavori possano servire per la tua ricerca.
      Credo di intuire una possibile confusione sui temi della mia ricerca. In realtá io lavoro piú che altro sulle possibili ibridazioni físico-digitale degli spazi pubblici attraverso l'uso delle nuove tecnologie e como ciò può aiutare a migliorare la vitalità urbana.
      In realtá non mi occupo di città diffusa o di efficenza dei trasporti.
      Ti invito a leggere questo post <a href="http://(http://urbanohumano.org/italiano/verso-la-citta-open-source/)” target=”_blank”>(http://urbanohumano.org/italiano/verso-la-citta-open-source/) che può far capire meglio di cosa mi occupo.
      Resto a tua disposizione per qualsiasi domanda.

  2. Valerio

    Agosto 13, 2011 at 1:17 am

    • urbanohumano

      Agosto 13, 2011 at 4:17 am

      Ciao Valerio. Grazie per il suggerimento. Sembra interessante!!

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