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Localfeed:Plazaletras – espacio público para modelos emergentes de ciudadanía

Category: castellano+ciudad híbrida | sentient city

El pasado mes de Febrero durante 15 días el Medialab Prado se ha convertido en mi oficina para desarrollar el proyecto [common]:loclafeed en el marco del taller Open Up.

El objetivo del proyecto es visualizar en la nueva fachada digital del Medialab Prado la información que cotidianamente producen los vecinos del barrio en internet trasladando al espacio público físico información a la que generalmente se accede de forma privada.

Así es como he presentado el proyecto el primer día:

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#thinkark: ¿cuál es el papel del arquitecto?

Category: Arquitectura | Architecture+castellano


Sigo con mi repaso de artículos publicados en otros blogs. Hoy toca a otro articulo que escribí para el blog del estudio y que se enmarca en un debate muy amplio sobre el nuevo papel que debería tener el arquitecto. Uno de los resultados de este debate fue la creación del blog thinkark.com consecuencia de una tarde de debate vía twitter entre Ethel, Paco, Miguel, Andrea, Cesar, Francesco, Manu y yo.

Hoy, después de mucho tiempo, hemos vuelto a hacer “la reunión del viernes”. Os preguntaréis ¿que es la reunión del viernes? Muy simple. Se trata de la reunión que hacemos (en teoría cada semana) para hablar detenidamente de ideas de futuro y nuevos proyectos que se nos ocurran. Se podría llamar la reunión de la “creatividad” o de la “innovación”.
En este tipo de reuniones suelen salir problemas por resolver, visiones de futuro, debates sobre los objetivos y las estrategias de funcionamiento del estudio. Sin embargo a veces acabamos debatiendo sobre temas bastante complejos y que reflejan condiciones más generales en las que suelen encontrarse todos aquellos estudios que de alguna manera quieren tener un papel importante en la innovación arquitectónica. De hecho en un momento determinado pensamos incluso en la posibilidad de retransmitirlas en directo invitando cada viernes a una persona de interés a participar en el “debate”.

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Signor Sindaco Massimo Cialente, dott. Guido Bertolaso:

Category: italiano+sociedad | society

Per chi non se ne fosse ancora accorto mi sta molto a cuore la vicenda del terremoto a L’Aquila e soprattutto lo squallore derivato dall’intervento dello stato che grazie al potere mediatico berlusconiano é completamente occultato a la maggioranza degli italiani.

Oggi voglio pubblicare una lettera scritta dai comitati cittadini aquilani che cercano ad ogni costo di riportare sulla buona strada (quella partecipata) il processo di partecipazioen della città.

Signor Sindaco Massimo Cialente, dott. Guido Bertolaso,

con questa lettera intendiamo ribattere con chiarezza alla Vostra chiara missiva congiunta del 10 ottobre.

E’ vero: comincia a fare freddo, all’Aquila ed è un bene che il Comune dell’Aquila e il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile se ne siano accorti. Proprio perché ve ne siete accorti anche Voi, l’analisi che fate della situazione delle tendopoli necessariamente da smantellare, è perfetta.

Peccato che si dimentichi una premessa: la decisione di lasciare per così tanto tempo le persone nelle tendopoli è stata presa da Voi, che avete scientemente rifiutato l’uso di altri sistemi utilizzati per la gestione dell’emergenza dopo altri eventi sismici e che, fra l’altro, avrebbero ben risposto alle indicazioni delle integrazioni al Metodo Augustus, finalizzato ad evitare lo spostamento delle famiglie interessate da un evento calamitoso dai luoghi di abituale residenza.

Voi, che, insieme al Governo, avete fatto credere che tutti avrebbero avuto una sistemazione entro settembre. Quando questo si è rivelato impossibile (era il mese di luglio, ma lo si sapeva da tempo), il Presidente del Consiglio dichiarò che il termine ultimo per dare un tetto a tutti sarebbe stato novembre. Nello stesso intervento, la Conferenza Stampa dell’8 luglio al G8, il Presidente del Consiglio promise anche un altro G8 “entro l’anno” sulle catastrofi naturali, all’Aquila. Altra promessa – fortunatamente, questa – disattesa. Fu proprio Lei, dott. Bertolaso, a giustificarlo in seguito, dicendo che aveva parlato sull’onda dell’entusiasmo. Mentre Lei, dott. Cialente, cominciava a chiedere i Moduli Rimovibili anche per L’Aquila. Casette su ruota, li chiamava, se lo ricorda?
Bene, oggi voi garantite a tutti quelli che hanno una Casa E e F una sistemazione entro il 31 dicembre 2009. E’ forse un gioco al ribasso?

Voi, che ora chiedete ai cittadini un ultimo sforzo e che tirate in ballo il Natale, da passare tutti assieme all’Aquila, non siete nemmeno disposti a ammettere i Vostri numerosi errori, commessi in nome di una costruzione di 19 new town che disgregheranno una volta di più un tessuto sociale già devastato.

Voi che oggi vi accorgete che fa freddo e che fate una perfetta analisi della situazione dimenticandovi di ammettere che siete stati Voi a crearla.

Così come vi siete dimenticati di Piazza d’Armi; della ricostruzione sociale, del lavoro; delle case A, B, C che pure citate (sono stati messi in campo tutti gli strumenti necessari, sì. Ma quando è stato fatto? Vogliamo parlare dei tempi?); delle soluzioni che, in Umbria, hanno garantito una ricostruzione soddisfacente senza la perdita dell’identità territoriale. Così come vi dimenticate di dire agli aquilani cosa sarà dell’Aquila fra dieci anni. Dell’Aquila di una volta, quella prima del 6 aprile, ma anche delle sue 19 new town.

Voi che in tempo di emergenza avete preso decisioni che avranno ricaschi a lungo, lunghissimo termine e avete ignorato ogni istanza proveniente dal territorio e dalla sua gente, oggi pensate, dopo sei mesi, che possa essere sufficiente per tutti un periodo di pochi giorni per attuare il trasferimento.

Voi, con le vostre decisioni dall’alto, ancora una volta sopra la testa delle persone, ignorandole nei loro bisogni più elementari. Voi, con il vostro assistenzialismo spinto e la presunzione di sapere cosa è meglio per tutti.

Mentre scriviamo, piove forte e fa proprio freddo. E Voi non dovreste avere il coraggio di chiedere ancora collaborazione.
Almeno, non prima di aver pubblicamente ammesso i vostri errori.

A qui volesse avere maggiori informazioni su cuanto accade a L’Aquila consiglio i siti: www.collettivo99.org e www.3e32.com

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A L’Aquila come in Cina, internet censurato

Category: internet+italiano+sociedad | society

Tutto è tornato normale!
Stamattina, magicamente (?) si può navigare di nuovo.
Non sapremo mai se questo sia stato il risultato del pressing che è sicuramente arrivato anche a mezzo stampa.

Questo é quello che scriveva ieri Patrizia la prima a far girare l’allarme su questa incredibile censura di cui sonostati oggetto sfollati ospiti della Scuola sottuff. Guardia di Finanza a L’Aquila.

Ricominciamo dall’inizio. Riporto per intereo la lettera che Patrizia fece girare qualche giorno fa su alcune mailing list e che sfoció poi su più di un social network.

Salve a tutti, perché scrivo a tutti quelli che ho in rubrica.

Da giovedì 8 ottobre gli sfollati ospiti della Scuola sottuff. Guardia di Finanza (quindi anche la sottoscritta) hanno avuto la sorpresa di essere tagliati fuori da tutti i social network, da youtube, dai meetups, da molti video presenti nei vari blog, quotidiani online ecc. Hanno usato un filtro che si chiama Fortinet/ fortiguard o qualcosa del genere.
Alla mia richiesta di spiegazioni alla protezione civile hanno addotto una serie di risposte improbabili tipo:
“Sa… bisogna impedire ai bambini che usano i computer della ludoteca di accedere a certi siti. Ma non si preoccupi, ci stiamo lavorando…” oppure, altra perla: ” Sa, il server non ce la fa a caricare tutte queste cose e rallenta il lavoro dei soccorritori, quindi abbiamo dovuto intervenire…”
Gli ho spiegato gentilmente che se il loro intento era proteggere i bambini della ludoteca (da che poi, da facebook?), era sufficiente isolare i singoli ID dei singoli computer, e che il server targato G8 è il server più veloce e potente con cui mi sia capitato di navigare, insomma, nessun rallentamento, mai.

A che gioco stanno giocando?

Due ipotesi, tra le quali non saprei scegliere:

1- tagliare fuori gli sfollati residenti qui da ogni tipo di comunicazione immediata (anche nel senso di non-mediata)
2 – qualche raccomandato ignorante, al quale è stato ordinato di isolare i computer dei dipendenti che invece di lavorare perdevano tempo sui social network, ha fatto tutt’erba un fascio e ha isolato TUTTI.

Ci sono persone qui disperate perché non riescono neanche più a lavorare. Il canale di comunicazione dato dai network in certi casi è vitale: pensate che qui 70 persone hanno trovato lavoro (temporaneo) nelle reception tramite un annuncio su FB! Per non parlare degli studenti. Tante cose non si saprebbero in tempo utile senza questi strumenti.

Scusate se vi ho stancato, ma ho bisogno di aiuto.

Per favore, fate girare questa lettera a quelli che pensate possano essere sensibili a quello che accade, e poi, se qualcuno di voi o dei vostri amici conosce un modo per aggirare ‘sto filtro, me lo faccia sapere.

Tutti i proxi che ho trovato tramite google sono irraggiungibili grazie a FORTINET!
Che bello!
Sul serio, se conoscete qualche trucco, scrivetemi.
E non vi stupite se non rispondo su FB: non posso usarlo!

Grazie a tutti, e se qualcuno di voi è in grado di fare pressione sulla protezione civile, lo faccia presto, è troppo grave quello che succede…

Patrizia

Altri blog che parlano di questa vergognosa situazione:  www.shockjournalism.com/blog/, http://terremoto09.wordpress.com

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Fenomenologia di Mike Bongiorno

Category: Comunicazione+italiano+sociedad | society

Oggi vi lascio con un interessante e lungimirante articolo di Umberto Eco scritto per  Diario Minimo nel 1961

L’uomo circuito dai mass media è in fondo, fra tutti i suoi simili, il più rispettato: non gli si chiede mai di diventare che ciò che egli è già. In altre parole gli vengono provocati desideri studiati sulla falsariga delle sue tendenze. Tuttavia, poiché uno dei compensi narcotici a cui ha diritto è l’evasione nel sogno, gli vengono presentati di solito degli ideali tra lui e i quali si possa stabilire una tensione. Per togliergli ogni responsabilità si provvede però a far sì che questi ideali siano di fatto irraggiungibili, in modo che la tensione si risolva in una proiezione e non in una serie di operazioni effettive volte a modificare lo stato delle cose. Insomma, gli si chiede di diventare un uomo con il frigo rifero e un televisore da 21 pollici, e cioè gli si chiede di rimanere com’è aggiungendo agli oggetti che possiede un frigorifero e un televisore; in compenso gli si propone come ideale Kirk Douglas o Superman. L’ideale del consumatore di mass media è un superuomo che egli non pretenderà mai di diventare, ma che si diletta a impersonare fantasti camente, come si indossa per alcuni minuti davanti a uno specchio un abito altrui, senza neppur pensare di posseder-lo un giorno.

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Redes Sociales Virtuales

Category: castellano+internet+redes | social network

He encontrado un articulo sobre redes sociales que me parece muy bueno, lo escribe Lorena Fernandez, experta en redes sociales virtuales.

A continuación el texto integral:

Aquí está el material que usé ayer en el curso sobre redes sociales en la Universidad Camilo José Cela. La base es la del taller de iCities pero con tres nuevos apartados: una explicación más exhaustiva de Twitter, otra sobre Facebook y un último apartado de seguridad en las redes sociales. Todo está agregado en el wiki.

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Lettera aperta a Obama

Category: Città+italiano+sociedad | society

Voglio pubblicare una lettera che i ragazzi aquilani hanno inviato al Presidente Barak Obama:

Gentile Presidente Barak Obama,

siamo un comitato di cittadini terremotati, sfollati e accampati di L’Aquila, come ha potuto notare nei giorni in cui ha visitato la nostra città, viviamo in condizioni drammatiche, da oltre tre mesi nelle tende, senza prospettive per il nostro futuro e quello della nostra città.

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Mappa ragionata delle ideologie nella rete

Category: Comunicazione+internet+italiano+new-media

Ho appenaa scoperto un itneressante blog argentino (blog2) e da lí un altro blog italiano (visionpost) molto interessante da cui é tratto l’intero articolo che pubblico di seguito:

Quelli che sognano il web dell’avvenire e quelli che vedono solo il colore dei soldi. Quelli che tutto va per il meglio nella migliore del reti e quelli che è una minaccia per i nostri valori. Una mappa racconta quindici anni di teorie su internet

Teorie, scontri, utopie e proiezioni sulla rete. Da quando è diventato “di massa” il medium del medium ha attirato lo sforzo interpretativo di centinaia di intellettuali e polemisti. Risultato: un variegato manipolo, ogni giorno crescente, di serissimi studiosi, giornalisti, intellttuali e brillanti cialtroni, ha dato vita in questi 15 anni a un groviglio di letture della più grande piattaforma di espressione e comunicazione mai esistita. Abbiamo provato – senza nessuna pretesa di esaustività e con una buona dose di ironia – a dare un ordine a questo manipolo di idee in movimento in una mappa pubblicata oggi su Chips&Salsa, inserto tecnologico del manifesto.

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e adesso buttatece pure le noccioline… proprio come allo zoo!!!

Category: italiano+politica+sociedad | society

Qualche settimana fa sono stato in abruzzo e ho potuto vedere con i miei occhi come a l’aquila si stia concentrando il peggio del peggio della cultura italiana, gli aquilani mi sono sembrati stanchi sull’orlo di una “rivolta”….. ma fortunatamente la Protezione Civile ha previsto tutto e impedisce alle persone di riunirsi….. che bravi e zelanti!!!!

Oggi leggevo questa mail di un aquilano e mi é venuta una voglia irrefrenabile di condividerla con voi.  E’ fantastica. C’è dentro tutto. Sono sicuro che chi la scrive sará protagonista di quella transizione di cui parlavo in un precedente post.

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Italia: futuro…. in Transizione

Category: Partecipazione+italiano+politica+sociedad | society

E’ un po di giorni che ci penso……

Ragazzi miei, é cominciata la discesa del Berlusconismo. In Spagna quando Franco morí cominció un’epoca emozionante che fu battezzata come “La Transición”. Con questo termine si voleva dare risalto al processo di transizione che portava finalemnte la Spagna dalla dittatura alla democrazia (purtroppo ad oggi ancora monarchica).